La direttiva Ris alla fine limita agli Stati di porre divieti per gli incentivi

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Angelo Messore, Partner di LEXIA, è stato recentemente intervistato da Il Sole 24 Ore per offrire una visione esperta e dettagliata sulla Retail Investment Strategy (RIS), una normativa che ha suscitato ampio dibattito nel panorama finanziario europeo. Con l’approvazione della versione finale della direttiva, il testo si presenta con ambizioni più contenute rispetto alle proposte iniziali, segnando un’importante inversione rispetto alle ipotesi originarie.

Una delle principali novità riguarda la questione delle retrocessioni: sebbene inizialmente si parlasse di un possibile divieto assoluto, la versione finale prevede una limitazione delle facoltà degli Stati membri nell’introdurre tale misura. Inoltre, il tanto discusso “best interest test” è stato reso più flessibile.

Angelo Messore ha sottolineato alcuni aspetti critici legati a queste modifiche, in particolare riguardo alla tutela degli investitori e alla stabilità del mercato. In merito al rischio di una corsa al ribasso, ha spiegato: “L’obbligo di raccomandare sempre il prodotto meno costoso o meno complesso avrebbe rischiato di innescare una ‘race to the bottom’ verso strumenti finanziari molto basilari, penalizzando in particolar modo la clientela Private, che ha esigenze di soluzioni di investimento più sofisticate.”

Dal punto di vista del value for money, Messore ha evidenziato due potenziali criticità principali: da un lato, la possibilità che vengano incentivati prodotti più rischiosi, dall’altro il rischio che gli investitori possano disinvestire affrettatamente in periodi di difficoltà del mercato, creando instabilità e incertezze.

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