In ufficio con l’algoritmo nascosto nel cassetto, ma quando l’IA è ombra l’azienda è in pericolo

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Sempre più frequentemente, i dipendenti ricorrono a strumenti di intelligenza artificiale (IA) non autorizzati dall’azienda per svolgere le proprie attività quotidiane. Questo fenomeno, conosciuto come Shadow AI, si riferisce all’uso non approvato di applicazioni di IA da parte degli impiegati, senza il consenso o la supervisione aziendale. Tra i più utilizzati ci sono strumenti come ChatGPT o Gemini, che permettono ai lavoratori di migliorare la produttività, accelerare i processi e aggirare eventuali inefficienze operative.

Aurora Agostini, intervistata da Moneta su questo tema, ha sottolineato come «la Shadow AI rappresenti l’utilizzo non autorizzato di strumenti di intelligenza artificiale da parte dei dipendenti, al di fuori di qualsiasi policy aziendale. I lavoratori ricorrono a tali strumenti per migliorare la propria efficienza, ma questo fenomeno sta assumendo dimensioni tutt’altro che marginali».

Per le imprese, è essenziale adottare una strategia chiara che includa politiche aziendali definitive sull’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale, al fine di bilanciare i benefici dell’innovazione con le necessarie misure di sicurezza e conformità.

Intervista completa su Moneta >

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