Il Decreto interministeriale del 7 gennaio 2026 introduce una novità di rilievo per il mercato fintech italiano, estendendo per la prima volta l’accesso alla garanzia pubblica del Fondo PMI anche alle piattaforme di social lending e crowdfunding.
La misura rappresenta un passaggio significativo nel processo di evoluzione del digital lending, consentendo ai finanziamenti destinati agli investimenti delle imprese di beneficiare di una copertura pubblica fino all’80% del relativo importo.
L’intervento normativo contribuisce a ridurre il rischio per gli investitori e favorisce una progressiva convergenza tra strumenti di digital private debt, credito bancario tradizionale e modelli di risparmio gestito. Parallelamente, l’ingresso degli operatori fintech nel perimetro del credito assistito da garanzia pubblica comporta un rafforzamento delle responsabilità in termini di compliance regolamentare, trasparenza e adeguatezza dei presidi organizzativi.
Tra i principali aspetti applicativi emergono, in particolare:
- i requisiti per l’accesso alla garanzia del Fondo PMI;
- le modalità di valutazione del merito creditizio delle imprese finanziate;
- i profili di governance e controllo richiesti agli operatori;
- le implicazioni operative per le piattaforme fintech attive nel lending e nel crowdfunding.
Sul tema è intervenuto anche Angelo Messore, intervistato da Economy Magazine, con un approfondimento dedicato alle principali implicazioni del Decreto e alle prospettive di sviluppo del settore fintech italiano alla luce del nuovo quadro normativo.
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