Decreto Bollette e Data center. La partita geopolitica dell’AI si gioca sulle infrastrutture

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Il dibattito sull’intelligenza artificiale (IA) si concentra spesso su questioni etiche, rischi e impatti sul mondo del lavoro, ma c’è un aspetto altrettanto cruciale che merita maggiore attenzione: le infrastrutture. Senza adeguata potenza di calcolo, che dipende direttamente dai data center, nessun algoritmo di IA può operare.

Oggi, la capacità computazionale globale è principalmente concentrata negli Stati Uniti e in Cina, lasciando l’Europa indietro in un settore strategico come quello delle infrastrutture digitali. In questo contesto, Giulio Fazio, in un articolo pubblicato su EM Energia e Mercato, sottolinea che l’Italia, se desidera rivestire un ruolo di rilievo e restare competitiva nel mercato globale, deve intervenire urgentemente sul piano regolatorio.

L’attuale sistema italiano è caratterizzato da una forte frammentazione delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione dei data center, un fattore che genera incertezza, allunga i tempi di realizzazione e può compromettere la bancabilità dei progetti. Per contrastare questi ostacoli, è stato introdotto il Decreto Bollette 2026, che prevede un procedimento autorizzativo unico per la costruzione e l’ampliamento dei data center, con un termine massimo di 10 mesi per il rilascio delle autorizzazioni.

Tuttavia, il fattore tempo rimane un elemento cruciale: in un settore in cui il time-to-market è determinante per la competitività, anche pochi mesi di ritardo possono fare la differenza. È dunque fondamentale che l’Italia adotti un approccio tempestivo ed efficiente, in grado di attrarre investimenti e sviluppare infrastrutture all’altezza della sfida globale.

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