L’evoluzione dell’intelligenza artificiale sta entrando in una nuova fase con lo sviluppo della cosiddetta Agentic AI, una tecnologia che supera il tradizionale paradigma dei sistemi generativi per assumere un ruolo sempre più autonomo nell’esecuzione di attività complesse.
A differenza dei modelli di AI utilizzati esclusivamente per produrre contenuti o fornire risposte a specifiche richieste, gli agenti intelligenti sono in grado di pianificare azioni, interagire con applicazioni e sistemi aziendali, prendere decisioni entro parametri predefiniti ed eseguire interi flussi di lavoro con un livello di autonomia sempre maggiore.
Questa evoluzione apre importanti opportunità per le imprese in termini di efficienza, automazione e innovazione dei processi, ma solleva al contempo nuove questioni sotto il profilo della governance, della responsabilità e della conformità normativa.
Su questi temi è intervenuto Giovanni Lombardi in un’intervista pubblicata da ictBusiness.it, dedicata alle implicazioni giuridiche dell’AI agentica e alle principali sfide che le organizzazioni sono chiamate ad affrontare nell’adozione di tali tecnologie.
Nel corso dell’intervista si sottolinea la necessità di una solida governance per gli agenti AI, con policy chiare, limiti operativi, tracciabilità delle decisioni e adeguati controlli, insieme al mantenimento della supervisione umana come requisito essenziale di accountability e conformità al quadro normativo europeo. Viene inoltre evidenziata la crescente diffusione dell’Agentic AI in diversi settori, dal fintech al marketing e alla formazione, e la conseguente esigenza di bilanciare innovazione, gestione del rischio e compliance per garantire uno sviluppo responsabile della tecnologia.
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