L’impatto incontrollato sulla Luna di uno stadio superiore di Falcon 9 riporta al centro del dibattito una questione destinata a diventare sempre più rilevante con lo sviluppo delle attività cislunari: come disciplinare il fine vita dei veicoli spaziali oltre le orbite terrestri?
L’attuale quadro internazionale sui detriti spaziali è stato sviluppato principalmente per prevenire collisioni in orbita terrestre e disciplinare i rientri nell’atmosfera. Quando, invece, un oggetto conclude la propria traiettoria sulla superficie lunare, il quadro regolatorio appare ancora poco definito.
Sulla base delle informazioni disponibili, il caso Falcon 9 non consente di individuare automaticamente una violazione del diritto internazionale. Evidenzia, tuttavia, l’assenza di criteri tecnici e normativi condivisi per stabilire quando, dove e a quali condizioni un impatto sulla Luna possa rappresentare una modalità accettabile di smaltimento.
Nell’approfondimento pubblicato su Cor.Com, Aurora Agostini, Elena Martellucci e Giulietta Minucci analizzano i limiti dell’attuale disciplina, dall’Outer Space Treaty alla Liability Convention, dalle linee guida COPUOS agli Artemis Accords, fino alla proposta di EU Space Act.
Con la crescita delle missioni lunari e delle attività cislunari, la sfida sarà passare da impatti semplicemente prevedibili a strategie di fine vita previamente valutate, autorizzate, trasparenti e coordinate, integrando sicurezza e sostenibilità già nella pianificazione delle missioni.
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