A dieci anni dalla sua entrata in vigore, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) continua a rappresentare uno dei pilastri fondamentali della tutela dei diritti digitali in Europa. In un’intervista rilasciata da Aurora Agostini a Economy Magazine, si analizza come questo quadro normativo abbia ridefinito il rapporto tra dati, imprese e cittadini, adattandosi a un contesto tecnologico in continua evoluzione.
L’arrivo di strumenti di intelligenza artificiale generativa, l’economia dei dati e le nuove sfide regolatorie hanno posto interrogativi sul ruolo e sull’adeguatezza del GDPR nell’era digitale contemporanea.
“La vera domanda non è se il GDPR sopravviva all’AI, ma se l’AI, soprattutto generativa, possa davvero essere ricondotta senza attriti a un impianto nato per trattamenti più prevedibili e circoscrivibili ex ante. Se il primo decennio del GDPR è stato quello della compliance, il secondo sarà quello della prova concreta della responsabilità, e cioè della capacità delle organizzazioni di dimostrare che l’innovazione può restare compatibile con i diritti fondamentali,” spiega Aurora Agostini.
Il dibattito si concentra quindi non solo sulla protezione dei dati personali, ma anche sulla capacità delle organizzazioni di integrare innovazione e tutela dei diritti, in un equilibrio sempre più complesso da mantenere.
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